

In FVG ritorna la canapa. È di fine marzo la notizia, riportata da alcune testate giornalistiche locali (Il Messaggero Veneto; Il Gazzettino edizione di Udine), della realizzazione in Regione di un Consorzio per la coltivazione della canapa industriale. A comporlo sarebbero circa una 30ina di aziende agricole le quali avvieranno la produzione sotto la supervisione del colosso farmaceutico Biofarma.
È stato lo stesso presidente della realtà industriale con sede principale a Mereto di Tomba (UD), Germano Scarpa, nelle vesti di capofila del progetto, a dare la notizia: «La canapa è da molti anni che mancava nel novero delle coltivazioni in regione, adesso tornerà ad avere un ruolo – ha dichiarato Scarpa – Il mondo dell’industria e dell’agricoltura oggi sono sempre più connessi. Coltiveremo la canapa non per uso terapeutico. Abbiamo verificato, con le sperimentazioni in collaborazione con l’università, che l’olio di canapa ha un forte potere antinfiammatorio e potrebbe essere utilizzato per molti prodotti salutistici. Andremo a verificare l’utilizzo di tutte le altre parti della pianta che oggi non vengono usate o vengono usate solo in parte perché la canapa è un esempio di pianta che può essere utilizzato in vari settori, dai mangimi, all’edilizia. In futuro potremo andare avanti anche con altre piante oleifere che hanno valore salutistico. Si tratta di una coltivazione che può dare reddito a tutta la filiera, un’innovazione che può dare i suoi frutti».
Da quanto appreso, Biofarma si occuperebbe della raccolta e trasformazione dei semi di canapa raccolti.
Tra le svariate note positive che questa iniziativa porta con sé, vi è il fatto che ben due partner del progetto Canap@oil dell’Università degli Studi di Udine sono implicati nel Consorzio. Si tratta di Ivan Cisilino, con incarichi non meglio precisati di coordinamento e/o collegamento tra le aziende agricole Biofarma, e di Carlo Giacomelli. Questo evidenzia il legame diretto tra i due progetti ma soprattutto il raggiungimento, seppur in modo indiretto, di un risultato importante di Canap@oil. Infatti, uno dei principali obiettivi delle attività del progetto è la diffusione della coltivazione della canapa in Regione misurandola come aumento della superficie coltivata a canapa, prima e dopo il progetto. Da ultimo va ricordato l’incontro tra Scarpa e la Prof. Da Porto di circa due anni fa nel quale l’imprenditore fu informato del progetto e delle potenzialità della canapa per la trasformazione e lo sviluppo di prodotti richiesti dal mercato in particolare nel settore della nutraceutica.
Per la soddisfazione di tutte le parti in causa, ci si appresta a veder nascere una nuova filiera produttiva locale legata alla canapa.