

Il Piemonte ha approvato il 28 maggio scorso la nuova legge regionale a sostegno della coltura della canapa (Cannabis sativa L.) e delle relative filiere produttive, con incentivi pari a 84mila euro l’anno, per 3 anni.
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La legge, entrata ufficialmente in vigore il 18 giugno 2021, indica cinque obiettivi principali della normativa: promuovere le condizioni per la diffusione della coltivazione e della trasformazione della canapa; favorire le condizioni per un’estensione della coltivazione e per la stabilizzazione della sua produzione; favorire la realizzazione e lo sviluppo strutturato di filiere produttive dei derivati dalla canapa; favorire le filiere della della canapa come pianta officinale e come biomassa da estrazione ad uso cosmetico e alimentare; promuovere programmi di formazione universitaria e degli istituti d’istruzione superiore per diffondere la conoscenza e la formazione sulla canapa.
La legge riconosce l’importanza delle varietà autoctone e del ruolo ambientale che la canapa può avere sia per il contrasto ai cambiamenti climatici in quanto specie rustica e adatta alla rotazione colturale, sia per la bonifica e il ripristino di siti inquinati. A tale riguardo sarà supportato lo sviluppo di varietà ottenute da florovivaisti siti in Piemonte, mediante incroci naturali tra varietà esistenti iscritte nel catalogo di cui all’articolo 2, comma 1, coltivate in Piemonte. Sono escluse le coltivazioni risultato di taleaggio.
La legge prevede anche la creazione di un vero e proprio distretto regionale della canapa, articolato in un cluster regionale della canapa e 3 distretti produttivi locali, che dovrà interagire con le Università piemontesi e la Banca del germoplasma vegetale della flora autoctona del Piemonte, con il coordinamento dell’Assessorato all’agricoltura.
Definendo gli ambiti di applicazione della legge, La Regione Piemonte indica chiaramente i prodotti finali e i semilavorati ammessi al sostegno, includendo anche le infiorescenze e qualificando la canapa come pianta officinale, oltre che come biomassa da estrazione. Altro aspetto nuovo è la possibilità di estrarre il CBD anche dalle paglie.
In tal modo la legge è stata considerata un valido strumento sia ai fini della corretta interpretazione della normativa vigente sia quale spunto programmatico per i lavori del tavolo di filiera istituito presso il MIPAAF. La legge infatti non è stata impugnata dal Governo centrale.